RFID, lo stallo di Wal-Mart non ne pregiudica le potenzialità

Cinque anni fa, quando Wal-Mart varò il suo ambizioso progetto RFID e fissò una prima importante scadenza al gennaio del 2005, data entro la quale i suoi cento fornitori più importanti avrebbero dovuto dotare di etichette intelligenti tutti i colli e i pallet consegnati, un'industria casearia texana decise di non lasciarsi sfuggire l'occasione ed essere tra le prime ad adeguarsi alle nuove direttive. Oggi, Daisy Brand non solo è pienamente conforme ai requisiti del gigante americano del retail, ma proprio grazie all'impiego della tecnologia RFID ha dimezzato il tempo normalmente impiegato a caricare i suoi prodotti sugli automezzi di trasporto.
Purtroppo, l'esempio di Daisy Brand non è stato seguito da tutti i fornitori di Wal-Mart. Anzi... Molti dei 600 cosiddetti 'top suppliers', che rappresentano circa tre quarti dei volumi delle vendite della catena di supermercati più grande del mondo, usano la tecnologia RFID “in qualche modo”, evidenzia un portavoce di Wal-Mart. La maggior parte degli altri, e si parla di 60.000 fornitori circa, non la usa affatto...
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